nickelodeon - le voyage dans la lune

Un viaggio agli inizi del ‘900, alla scoperta del cinema delle origini. Il cinema delle attrazioni e delle fantasmagorie di George Méliès risorge in questa cornice magica, narrata musicalmente  dal pianista Massimo Salotti.
Sarà l’occasione giusta per gustare la celeberrima opera Voyage dans la Lune, nel modo in cui venne proiettata nel 1902, anno della sua uscita.

venerdì 26 ottobre - ore 21.15

Sala Suffredini - Castelnuovo Garfagnana (LU)

C’è una linea sottile che divide il sogno dalla realtà. La loro materia è la stessa, noi siamo gli stessi, eppure c’è qualcosa di impercettibile che distingue l’una dagli altri. Come direbbe Schopenhauer, sogni e realtà sono pagine di uno stesso libro. Leggerle in ordine è vivere, sfogliarle a caso è sognare. Da secoli cerchiamo di afferrare l’evanescenza del sogno, di interpretarlo, di immortalarlo. Ma a ogni alba questo ci sfugge e torna a farsi beffa di noi non appena la luna appare di nuovo in cielo. E lì, nel buio ci spaventa, ci fa innamorare, concretizza i nostri desideri più celati, ci mostra luoghi fantastici, ci permette azioni impossibili. Io volo sempre nei sogni, a voi capita mai? Ed è una cosa naturale, è come se lo avessi sempre fatto. Carico le gambe, mi concentro, faccio un bel salto e… ecco che spicco il volo. Ricordo ancora la prima volta che sognai di volare: ero bambino, cinque anni al massimo; il mattino dopo l’ho passato tutto il tempo a saltare, non riuscendo a capire cosa stessi sbagliando e perché nel sogno, invece, era stato così facile. Non che da adulto la situazione sia tanto cambiata, al risveglio mi chiedo spesso se non sarebbe più facile comportarsi con la spontaneità e la sfacciataggine che ho nei miei sogni.

Un mio amico un giorno mi ha detto che c’è un tipo di sogno diverso, un sogno che lui ha definito lucido. Arriva al bar e mi fa: “Stanotte è stata la notte più emozionante della mia vita”. Gli ho chiesto di continuare, aspettandomi racconti di belle donne e gioco d’azzardo. Ma lui: “Ho esplorato i fondali dell’oceano in compagnia di una sirena”. Cerco di capire l’allusione, ma non ci riesco. Lo guardo un po’ strano e lui deve averlo notato perché subito sottolinea di non essere impazzito ma di aver sperimentato questo sogno in cui era cosciente. “Non solo”, continua. “Non ero soltanto lucido e vigile, ma decidevo io cosa accadeva nel sogno. Ho deciso di andare in fondo all’oceano, ho deciso di far apparire la maestosa città di Atlantide, ho scelto io le forme della sirena”. Da prima ero scettico, poi incredulo, ma, alla fine della sua incredibile storia, ero invidioso. Avrei voluto pure io sperimentare un sogno lucido e lo vorrei ancora. Ma sono arrivato alla conclusione che non sia proprio così facile.

Alla fin fine, dopo anni e anni di tentativi, sono arrivato a una conclusione. È questa la ragione per cui sono qui. Perché sono un sognatore, un visionario che cerca di afferrare le sue fantasie. E ho scoperto di non essere il solo. Come dicevo prima, l’uomo, tutti gli uomini, cercano da sempre di immortalare i propri sogni. Abbiamo cominciato sulla pietra con le prime incisioni rupestri, abbiamo continuato poi nei modi più svariati: pensate alla Colonna Traiana, una sequenza a spirale di bassorilievi che si inseguono e raccontano una storia. Lo immaginavamo già millenni fa, lo desideravamo, ma non avevamo ancora gli strumenti per svilupparlo. Ma è bastato solo un po’ di sviluppo tecnologico ed eccolo, lo strumento che fonde sogno e realtà, che con un folgorante lampo di luce rende l’onirico reale e il reale onirico. Signore e signori: il cinema!

biglietto unico: 7,00€

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